Negli Stati Uniti i tassi di interesse non verranno alzati a giugno. E alcuni iniziano a dubitare che vengano effettivamente alzati entro fine anno. E in Europa? Siamo molto lontani da questo scenario, quasi all’opposto, perché i tassi continuano a scendere. Anche sotto lo zero.

Nei giorni scorsi infatti Benoit Coeuré, membro della Banca centrale europea, ha detto che l’istituto comprerà a maggio e giugno più dei 45 miliardi di euro in titoli di Stato previsti dal piano di espansione monetaria. Questo per sopperire a un’eventuale mancanza di liquidità sul mercato sovrano a luglio e agosto.

Una notizia che ha spinto nuovamente l’euro a indebolirsi e i tassi dei bond governativi dell’Eurozona a scendere. In questo contesto l’Euribor, il tasso tanto caro a chi ha stipulato un mutuo a tasso variabile o a chi sta pensando di stipularne uno nuovo o di surrogare a variabile il vecchio mutuo, continua ogni giorno a perdere terreno.

Oggi l’Euribor a 1 mese è sceso a quota -0,052%; l’Euribor a 3 mesi (pure esso molto utilizzato dalle banche per calcolare la rata dei mutui a tasso variabile) è sceso a -0,012%. Questo cosa significa per chi sta pagando un mutuo a tasso variabile? Vuol dire che la prossima rata sarà un po’ meno cara e, soprattutto, vuol dire che il tasso di interesse che pagherà il mese prossimo sarà inferiore allo spread pattuito con la banca.

Il tasso di interesse sul mutuo variabile è infatti dato dalla somma tra lo spread (il margine lordo stabilito dalla banca) e il parametro di indicizzazione del mutuo (che nella maggior parte dei casi è l’Euribor e in qualche caso è il tasso Bce che oggi viaggia allo 0,05% e per il quale, essendo sopra la parità, non vale questa disamina).

Quindi chi ha uno spread dello 0,8% e un Euribor a 1 mese, il mese prossimo si vedrà calcolare la rata da pagare sul debito residuo allo 0,75%, ottenuto sommando allo spread (0,8%) l’Euribor negativo (-0,052%). Per un mutuo di 150mila euro da rimborsare in 20 anni si tratta di un risparmio netto tra i 3 e 5 euro. Il risparmio, seppur ancor più residuale, c’è anche per chi paga un mutuo indicizzato all’Euribor a 3 mese; in questo il tasso nell’esempio sarà allo 0,79%.

Si tratta di briciole, ma a livello teorico è importante verificare che la propria banca applichi la sottrazione dell’Euribor se negativo e calcoli la rata di conseguenza. Ed è importante anche perché l’Euribor potrebbe continuare lentamente a scendere nei prossimi mesi (prima di tornare a risalire quando probabilmente la Bce potrebbe aver terminato il piano di quantitative easing nel settembre 2016) con un impatto via via più significativo sulla rata.Per i nuovi mutui molti istituti sono corsi ai ripari e hanno introdotto nei nuovi contratti delle clausole che impediscono di conteggiare l’Euribor negativo sulla rata. Ma per chi ha stipulato un mutuo prima del febbraio 2015, quando sono arrivate le prime correzioni sui nuovi contratti, l’Euribor (salvo disposto precedentemente in modo contrario, ma al Sole 24 Ore non risulta) dovrà essere sottratto.

Controllare per credere.

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2015-05-21/l-euribor-continua-scendere-controlla-se-tua-rata-ora-costa-meno-spread-112848.shtml?uuid=ABSX55jD