L’universitario compra casa

Fuorisede, ma non in affitto. Comprare casa per il figlio che studia in un'altra città può essere una soluzione conveniente, a patto che si abbia un piccolo capitale da investire.

Il test di convenienza tra affitto e acquisto di un piccolo appartamento dipende molto dalla città che si sceglie come sede universitaria: più sono cari gli affitti, più l'acquisto conviene. A Roma, per esempio, per una stanza singola nel quartiere San Lorenzo non si spende quasi mai meno di 500 euro al mese, che moltiplicati per cinque anni (tre per la laurea triennale e due per la specialistica) fanno 30mila euro. Una bella cifra, che magari potrebbe essere impiegata in maniera più "intelligente", per esempio per l'acquisto di un monolocale o di un piccolo trilocale. Negli esempi che abbiamo simulato nella tabella sopra la spesa per la rata mensile del mutuo, prendendo in considerazione un mutuo all'80% a tasso fisso per 30 anni. La rata scende se ovviamente la famiglia ha una cifra maggiore da investire come capitale iniziale.

Investire in una città universitaria non significa solo pagare la rata del mutuo al posto dell'affitto, ma anche avere un reddito garantito: quando lo studente si laurea, se decide di cambiare città può riaffittare il suo appartamento ad altri studenti, garantendosi così la possibilità di continuare a pagare il mutuo, e alla fine si troverebbe con un immobile di proprietà pagato grazie al canone di locazione.

Se la soluzione meno onerosa in caso di acquisto è rappresentata dai monolocali (in alcune città possono bastare 100mila euro per comprarne uno), una ulteriore possibilità è rappresentata dall'acquisto di un appartamento di metratura maggiore, compresa tra i 60 e gli 80 metri quadri. In questo caso, infatti, lo studente-proprietario può affittare fin da subito l'altra stanza (anche come doppia, se la metratura lo consente). Avere un inquilino che contribuisce al mutuo rende la rata più leggera e sostenibile.

Un'altra soluzione per abbassare la rata è rappresentata dal sempre appetibile tasso variabile, che al momento garantisce un risparmio notevole sull'importo mensile da restituire, ma che su trent'anni può rivelarsi un po' rischioso (a meno che non si scelga la soluzione del cap).

Quello che bisogna ricordare, se si sceglie di acquistare una casa per il figlio studente è che il mutuo dovrà essere sempre garantito da un genitore con una fidejussione. In questo caso l'immobile e il mutuo saranno intestati al giovane, ma la banca avrà la garanzia di un reddito che lo studente da solo non può garantire.

Un appartamento in una città universitaria (specie se in un quartiere vicino all'ateneo) è un buon investimento e garantisce una buona rendita. Ma si può anche decidere di non riaffittarlo al temine del corso di studi e di rivenderlo: in questo caso, grazie alla rivalutazione, la vendita garantirebbe non solo la copertura del mutuo residuo e del capitale utilizzato, ma anche un piccolo guadagno.

Per chi non può permettersi un investimento del genere resta la cara vecchia soluzione: l'affitto di una camera (singola o doppia) in un quartiere universitario. Le cifre sono da capogiro ma qualche soluzione per risparmiare c'è: in molte città esistono delle agenzie collegate con gli atenei che fanno da intermediari tra gli studenti e i proprietari, a patto che la cifra richiesta da questi ultimi sia "ragionevole".

 

Fonte: http://www.casa24.ilsole24ore.com/art/mercato-immobiliare/2011-09-01/luniversitario-compra-casa-101112.php?uuid=AaJoNe0D

Nessun commento ancora

Leave a reply