Il mercato immobiliare delle abitazioni, dopo la lunga e rapida discesa osservata dal 2007, torna a crescere nel 2014 del 3,5% con le compravendite a quota 421.000 unità, rimanendo comunque ancora al di sotto dei valori registrati alla fine degli anni ’80. Lo rileva il Rapporto immobiliare 2015 realizzato dall’Agenzia delle Entrate con Abi. La ricerca spiega che il dato positivo dipende in parte dagli effetti del nuovo regime delle imposte di registro, ipotecaria e catastale.

Bologna prima in classifica
Nel 2014 le migliori performance si registrano a Bologna (+18,5%), Genova (+15%), Roma (+13,9%) e Firenze (+13,3%). Seguono Torino (+5,4%), Milano (+5%) e Palermo (+4%). L’unica grande città a mantenere il segno negativo è Napoli, con il 3,7% di compravendite in meno rispetto al 2013.

Moderato ottimismo
L’Osservatorio spiega che al netto dell’effetto fiscale la variazione delle vendite di abitazioni è pari allo 0,7%, ma sottolinea che se anche il giudizio deve essere un minimo ridimensionato rimangono in atto tendenze orientate alla crescita, anche se «probabilmente si deve moderare l’ottimismo sull’intensità di questa crescita».

I quattro pilastri della crescita
L’agenzia identifica quattro fattori per ipotizzare una nuova fase di crescita: il livello troppo basso delle compravendite, sotto il quale non si può scendere, la maggior fiducia delle famiglie, l’ulteriore diminuzione dei tassi di interesse e la riduzione dei prezzi delle abitazioni che tra il 2011 e il 2014 sono calati del 12 per cento.

Record storico a marzo per indice affordability
Migliora quindi l’accesso al credito per l’acquisto dell’abitazione. Lo segnala l’indice di affordability elaborato dall’Ufficio studi Abi sulla possibilità delle famiglie di comprare casa indebitandosi. «Secondo le proiezioni mensili a marzo, con il valore di 10,3%, avrebbe stabilito il nuovo massimo storico» si legge dall’analisi Abi-Agenzia delle Entrate presentata oggi. Si registra quindi un cambio di passo nel mercato delle abitazioni sul fronte mutui e condizioni di accesso all’acquisto, dopo un 2014 in cui comunque, grazie ai bassi tassi, l’indice di affordability ha avuto un trend positivo.

Migliorano anche gli aspetti distributivi su tutto il territorio
Nel 2014 la dinamica positiva registrata dall’indice di affordability è dovuta alla forte riduzione del costo dei mutui. Sono migliorati anche gli aspetti distributivi: nella seconda metà del 2014 la quota di famiglie che dispone di un reddito sufficiente a coprire il 30% del costo annuo del mutuo per l’acquisto di casa è pari al 60%, 7 punti percentuali in più rispetto a un anno prima. Nei primi tre mesi del 2015 le nuove erogazioni di mutui hanno registrato un incremento superiore al 50% rispetto allo stesso periodo 2014.

Acquisti con mutuo +12,7%, rata media cala a 631 euro
Le case acquistate tramite mutuo nel 2014 sono state 161.842, in aumento del 12,7% su base annua. Il capitale complessivo erogato è cresciuto del 10% toccando quota 19,3 miliardi di euro mentre il capitale unitario è sceso di circa 3.000 euro, passando dai 122.000 euro del 2013 ai 119.000 del 2014. Il calo dei tassi di interesse e del capitale unitario erogato ha portato a una diminuzione della rata mensile che è passata, nella media nazionale, dai 682 euro del 2013 ai 631 euro del 2014.

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